Antropogenesi
 

I PRIMATI DEL TERZIARIO

I PRIMATI ATTUALI EVOLUZIONE DELLA MANO ANTROPOGENESI

ANTROPOMETRIA


I PROFANERANTROPI

 

ASPETTI GENERALI

Ai Fanerantropi fossili (Homo sapiens fossilis) sono stati attribuiti vari rinvenimenti ritenuti contemporanei di quelli dei Pitecantropi. La maggior parte dei resti descritti da vari Autori in tempi e circostanze diverse non possono essere presi in seria considerazione e per tutti vale l' aureo avvertimento di BOULE: "...la prudenza più elementare impone alla paleontologia umana di non tenere conto, per le sue speculazioni, che dei documenti di origine irreprensibile". Queste parole egli ha detto a proposito degli scheletri famosi di Clichy (1868) e di Grenelle (1870), sui quali ogni tanto ancora oggi qualcuno vuol ritornare, e ciò vale per lo scheletro di Galley-Hill, proveniente dalle ghiaie del Tamigi, già attribuito all'antico Pleistocene e di cui ora (1949) OAKLEY e ASHLEY MONTAGU hanno potuto dimostrare in modo irrefutabile (col metodo del fluoro) la recenziorità e la sua datazione post-pleistocenica. Così pure la presenza di Fanerantropi nel Pleistocene antico, rappresentati dal frammento di mandibola di Kenan, e nel Pleistocene medio (rappresentati dai frammenti di crani di Kenjera, a Nord-Est del lago Vittoria, in Africa), sostenuta ancora da LEAKEY, non ha trovato conferma geologica. Resta pertanto di trattare di quei reperti, riuniti da VALLOIS nel gruppo dei Praesapiens  (Pro-fanerantropi), che hanno una posizione stratigrafica sicura ed una cronologia altrettanto certa, cioè dei resti umani conosciuti come:Uomo di Swanscombe e Uomo di Fontechevade.


La posizione morfologica dell'uomo di Swanscombe e di quello di Fontéchevade di fronte alle altre forme fossili umane pleistoceniche si presenta incerta perché i resti sono limitati soltanto a porzioni del cranio cerebrale, mentre nulla si sa della faccia, che pure ha un enorme valore per la discriminazione dei tipi. L’incompletezza del cranio si presta poi anche ai giudizi più disparati.Si può tuttavia affermare che queste forme partecipano sia di quelle dei Paleantropi sia di quelle dei Fanerantropi.  Le caratteristiche che li accostano ai Paleantropi sono di ordine architettonico generale (platicefalia, espansione latero-posteriore della regione occipitale,  espansione basale dei parietali). Le caratteristiche che li accostano invece ai Fanerantropi sono l'assenza del torus (come in Fontéchevade) e caratteri metrici ( come in Swanscombe, secondo Morant). Un fatto che non ha trovato ancora una  spiegazione soddisfacente è il forte spessore della volta dei crani in esame. Fino a che non si avrà conosciuto parti mancanti del cranio e, in particolare della faccia, non si può fare una affermazione categorica sicura sugli attributi dei tipi in questione. Comunque l’ Uomo di Swanscombe e l’Uomo di Fontéchevade sono i documenti più antichi che maggiormente si accostano elle forme attuali, perché presentano caratteristiche che partecipano di una morfologia che alquanto li avvicina a quella dei Fanerantropi senza poterli identificare con questi ai quali potrebbero essere geneticamente imparentati. 


Attualmente alcuni Autori (Vallois ed altri) vogliono separare in modo assoluto i resti di Swanscombe e di Fontéchevade da tutto il complesso paleantropico, così da considerarli appartenenti ad una linea filetica indipendente. In contrasto con questa veduta è necessario prendere in seria considerazione quelle caratteristiche paleantropiformi che potrebbero far pensare ad una qualche relazione di parentela coi Paleantropi, secondo l'opinione di Sergio Sergi, già condivisa (per Swanscombe) da E. Breitinger e recentemente anche da W.Gieseler (1957). Ma è difficile stabilire in quale misura possano considerarsi forme intermedie fra le protoantropiche e le paleoantropiche da una  parte e le fanerantropiche dall'altra; né esse possono considerarsi, a loro volta, forme indipendenti da queste ultime. La situazione di queste forme può considerarsi in conclusione simile a quella dei Paleantropi della Palestina, i cui caratteri fanerantropici sono combinati con caratteri paleantropici. I Paleantropi Palestinesi sono contemporanei di quelli europei, così come questi lo sono delle forme in discussione. Cioè tutto questo complesso di tipi appartiene ad un grande momento geologico del pleistocene, al quale corrisponde una fase di grande ricchezza di forme, che si afferma con la diversità di linee di sviluppo e modalità differenti (polimorfismo dell'ominazione). Accanto alle forme di Swanscombe e di Fontéchevade molto più antiche dei Fanerantropi fossili del pleistocene più recente, si devono tener presenti tanto le paleantropiche palestinesi, quanto le forme pre-wurmiane, che possiamo dire pre-neandertaloidi quali Steinheim e Saccopastore. Oggi appare chiaro che gli Ominidi attuali devono trovare le loro origini e le loro radici non in un unico tipo precorritore comune, ma già più di un tipo; seguendo questa via si potrà forse chiarire nel futuro quel complesso di forme che appare poi nel paleolitico superiore a costituire i diversi tipi  di Fanerantropi da cui origineranno gli Ominidi dell'Olocene.

Uomo di Swanscombe  Uomo di Fontechevade

ultimo aggiornamento: 10/02/2018